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La pubblicazione ufficiale dei dati statistici sull'attività edilizia
nell'area torinese è attualmente ferma al 2008, per cui non è
possibile valutare per molti aspetti in che misura l'attuale crisi
economico-finanziaria globale stia incidendo sulle trasformazioni
urbane.
La città è arrivata alla crisi in una fase in cui si stava terminando
gran parte degli interventi previsti dal Piano regolatore sulle Spine 1
e 3, mentre rimanevano ancora da completare gran parte delle
realizzazioni sulle Spine 2 e 4 (tab. 1.3). Dopo una crescita costante
durata circa un quarto di secolo, dal 2006 in poi l'attività edilizia a
Torino è crollata, tornando nel 2008 ai livelli degli anni Ottanta e
Novanta (tab. 1.4).
Torino rimane negli anni tra le metropoli dove i prezzi degli alloggi
risultano relativamente bassi nelle aree sia centrali sia in quelle
periferiche: solo in alcune metropoli meridionali le case costano meno.
Tra le zone più care di Torino, emerge recentemente la Spina 2, insieme
a Borgo Nuovo, Centro-Crocetta e zone collinari; in diversi comuni della
cintura metropolitana gli alloggi costano ormai più cari che in certi
quartieri periferici del capoluogo (tab. 2.1-2.3).
La vivacità del mercato immobiliare torinese - che risultava nella
media delle metropoli italiane fino a qualche anno fa - è declinata
decisamente, riducendosi ai due terzi dei livelli registrati ad inizio
anni Duemila (tab. 2.4). Sul fronte degli affitti, si segnala la recente
esplosione (dal 2008) del problema degli sfratti per morosità (tab.
2.6).
Per una spiegazione dei dati e dei termini presenti
nelle tabelle, si consulti il Glossario.
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